Di tutte le denominazioni vinicole della Sardegna, una sola ha ottenuto la DOCG - la denominazione di origine controllata e garantita, il livello più alto della piramide italiana. È il Vermentino di Gallura, e nasce esattamente nel territorio in cui vi trovate.
Perché proprio qui
Il merito principale va al terreno. La Gallura è una terra di granito: la roccia affiora ovunque, si sgretola in sabbie grossolane e restituisce suoli poveri, drenanti, poco generosi. Per la vite questa povertà è un vantaggio: costringe la pianta a lavorare, riduce le rese e concentra il risultato.
A questo si aggiungono il vento e l'escursione fra il giorno e la notte, entrambi tipici di questa parte dell'isola. Il risultato è un bianco riconoscibile: sapido, con una struttura più solida di quella che ci si aspetta da un vino di mare.
Come si beve
L'abbinamento più ovvio è con il pesce e i frutti di mare, che nel golfo di Olbia non mancano. Quello meno ovvio, e spesso più interessante, è con i formaggi e con i piatti dell'entroterra: la sapidità del Vermentino regge bene anche confronti impegnativi.
La temperatura di servizio conta: troppo freddo appiattisce tutto. Qualche grado in più rispetto all'abitudine da spiaggia fa emergere quello che il vino ha davvero da dire.
Dove si produce
La zona di produzione copre la Gallura, con una concentrazione importante nell'area dell'entroterra, verso Tempio Pausania e i comuni circostanti. È una zona che si attraversa comodamente in giornata da Olbia, con l'auto.
Molte cantine sono visitabili, ma le modalità cambiano da azienda ad azienda: alcune ricevono solo su prenotazione, altre hanno orari stagionali. Va verificato caso per caso, direttamente con la cantina.
Per chi non ha tempo per le cantine resta l'alternativa più semplice: assaggiarlo a tavola, abbinato a quello che il ristorante propone quella sera. È il modo in cui il vino viene bevuto qui tutti i giorni, e per farsene un'idea è più che sufficiente.
Non tutti i Vermentino sono uguali
Il Vermentino è un vitigno diffuso anche fuori dalla Sardegna, e questo crea una certa confusione. Quello che cambia, qui, è il contesto: il suolo granitico, il vento e l'escursione termica della Gallura danno al vino caratteristiche che altrove non si ritrovano allo stesso modo.
È anche il motivo per cui il disciplinare della DOCG è più restrittivo di quello delle denominazioni più ampie: rese contenute, zona delimitata, regole precise. Non è una garanzia automatica di qualità nel bicchiere, ma è una garanzia di provenienza e di metodo.
Come muoversi fra le cantine
La zona di produzione si estende nell'entroterra gallurese, in un'area che si copre comodamente in giornata partendo da Olbia. Le strade sono quelle dell'interno: strette, tortuose e più lente di quanto suggerisca la distanza sulla mappa.
Conviene scegliere due o tre cantine e non di più, contattarle in anticipo per capire come e quando ricevono, e dedicare alla giornata il tempo che merita. Una visita fatta di corsa fra due tappe balneari non rende giustizia a nessuna delle due cose.
Un souvenir che regge il viaggio
Fra le cose da portare a casa dalla Gallura, una bottiglia di Vermentino è probabilmente la più sensata: occupa poco, racconta molto e non finisce in fondo a un cassetto come la maggior parte dei souvenir.
Per chi viaggia in aereo vale la solita avvertenza: i liquidi in bagaglio a mano non sono ammessi oltre i limiti previsti, quindi la bottiglia va messa in stiva e imballata come si deve.
La base per il vostro soggiorno in Gallura — Domo Ulleri
Quattro camere, tutte con bagno privato, a 280 metri dalla stazione ferroviaria di Olbia, 4 minuti a piedi: il centro si raggiunge camminando e le spiagge del golfo sono a una ventina di minuti.