La Sardegna ha una caratteristica che spiazza chi la visita per la prima volta: un'architettura monumentale che precede di secoli quella greca e romana, e che non somiglia a nulla di quanto si trova nel resto del Mediterraneo.
La civiltà nuragica in due righe
I nuraghi sono torri in pietra a secco, costruite in tutta l'isola nel corso dell'età del bronzo. Ne restano migliaia, in condizioni molto diverse fra loro. Attorno a questi edifici ruotava un sistema insediativo articolato, che comprendeva villaggi, luoghi di culto e monumenti funerari.
Le tombe dei giganti appartengono a quest'ultima categoria: sepolture collettive megalitiche riconoscibili dalla grande esedra semicircolare in pietra che apre il monumento e dal lungo corridoio funerario alle sue spalle.
Su Mont'e s'Abe
La tomba dei giganti di Su Mont'e s'Abe si trova alle porte di Olbia, a una decina di minuti d'auto dalla struttura. È uno dei monumenti funerari di questo tipo più noti dell'isola e permette di leggere chiaramente entrambi gli elementi caratteristici: l'esedra e il corridoio.
La visita richiede meno di un'ora. Il sito è all'aperto, quindi valgono le raccomandazioni di sempre: scarpe chiuse, cappello, acqua, ed evitare le ore centrali nei mesi caldi.
Il pozzo sacro di Sa Testa
Sempre nei dintorni di Olbia si trova il pozzo sacro di Sa Testa, un tempio a pozzo di età nuragica: una struttura in cui una scalinata in pietra scende fino alla camera che raccoglie l'acqua.
I pozzi sacri sono forse la categoria di monumenti nuragici più sorprendente dal punto di vista costruttivo, per la precisione con cui sono realizzati. Anche questa è una visita breve, che si combina bene con la tomba dei giganti nella stessa mezza giornata.
Come organizzare la visita
Il modo migliore è dedicare una mezza giornata ai due siti vicini alla città, meglio se di mattina presto o nel tardo pomeriggio. Si parte da Olbia, si visitano entrambi con calma e si rientra senza aver perso una giornata di mare.
Chi ha più tempo e vuole approfondire può allargare il giro verso l'interno della Gallura, dove si trovano altri nuraghi in buono stato di conservazione.
Come si leggono questi monumenti
Il primo impatto con un sito nuragico può essere spiazzante: non ci sono colonne, non ci sono decorazioni, non ci sono iscrizioni. Tutto è affidato alla pietra e alla sua disposizione. Vale la pena dedicare qualche minuto a guardare come i blocchi sono incastrati, senza malta, e come reggono da millenni.
Nelle tombe dei giganti conviene partire dall'esedra, il semicerchio che apre il monumento, e poi seguire il corridoio: il percorso fisico corrisponde a un percorso rituale, e capirlo rende la visita molto più leggibile.
Con i bambini
Sono visite che funzionano bene anche con i ragazzi, a patto di sceglierne una o due e non cinque. Lo spazio è aperto, non ci sono percorsi obbligati stretti e la dimensione dei blocchi fa impressione anche senza spiegazioni.
Il momento migliore è il tardo pomeriggio: la temperatura cala, la luce radente mette in evidenza la superficie della pietra e le fotografie vengono decisamente meglio che a mezzogiorno.
Perché vale la pena
Perché cambia la percezione del posto in cui state. Una spiaggia è una spiaggia ovunque; una tomba dei giganti no. Dopo averne vista una, il paesaggio gallurese - con il suo granito, i suoi muretti a secco e le sue rocce modellate - si legge diversamente.
E costa un'ora del vostro viaggio.
La base per il vostro soggiorno in Gallura — Domo Ulleri
Quattro camere, tutte con bagno privato, a 280 metri dalla stazione ferroviaria di Olbia, 4 minuti a piedi: il centro si raggiunge camminando e le spiagge del golfo sono a una ventina di minuti.